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L’Ora del 9 aprile 2022 – Intervista al Presidente Alfonso Maria Fimiani

Alfonso Maria Fimiani, Avvocato, si occupa di diritto civile e diritto amministrativo, trattando, in particolare, le tematiche del diritto ambientale, della malasanità e dei danni da epatite per trasfusione di sangue infetto. Presidente dei Circoli dell’Ambiente, già Responsabile Nazionale Ambiente di Forza Italia Giovani, è stato in prima linea durante le campagne referendarie del 2011 e del 2016, partecipando alle Tribune RAI ed ai programmi di approfondimento sulle reti radiotelevisive nazionali. Ora si è fatto promotore del Comitato6G in vista del voto del 12 e 13 giugno 2022.

Avvocato Fimiani, il 13 aprile avete convocato una conferenza stampa per presentare il Comitato6G: da cosa nasce questo progetto?

Il 13 aprile saremo alla Camera dei Deputati per presentare il nuovo soggetto referendario di cui mi sono fatto promotore insieme con altri cinque colleghi che si occupano, come me, di diritto civile. Il Comitato6G prende il nome da un gioco di acronimi: 6G sta per 6 Giovani, 6 Giuristi, 6 quesiti sulla Giustizia che possono cambiarne il corso, 6^ Generazione di tecnologia per una Giustizia che guarda al futuro, sempre più telematica, sempre più efficiente. Scendiamo in campo innanzitutto per promuovere la conoscenza dei quesiti referendari oggetto di voto: ci siamo resi conto che gran parte delle persone a noi vicine neanche sa che il 12 e 13 giugno si terranno non solo le elezioni amministrative, ma anche il referendum. Mancano poco più di due mesi ed è necessario attivare immediatamente la macchina dell’informazione, che, in pieno regime di par condicio, possa rendere note entrambe le posizioni: il voto deve essere informato, non fazioso, non politico, non partitico.

Non è, quindi, una sua iniziativa personale.

In tanti anni di attività in associazioni che hanno avuto un ruolo importante nella promozione della cultura e della tutela dell’ambiente ho capito una sola cosa: da soli non si va da nessuna parte. Io sono l’ultima ruota del carro. La vera anima di questo gruppo è rappresentata dagli altri componenti, ognuno dei quali sta svolgendo egregiamente il proprio compito: Rosa Argia D’Elia, Michele Costabile, Marco Anguissola, Emma Staine e Francesco Tetro, che oltre ad essere valenti colleghi, sono amici di cui posso vantarmi.

Quale posizione intendete rappresentare?

Il Comitato6G è un comitato referendario civico che dà voce ai giovani avvocati civilisti: in Italia sembra quasi che esista solo il diritto penale e che meritino attenzione solo le riforme in materia di reati. Noi rappresentiamo una voce diversa: non abbiamo studi mega-galattici con decine di collaboratori, non rappresentiamo solo le grandi aziende, non offriamo solo consulenze a tariffa oraria, ma ci occupiamo di contenzioso, difendiamo i cittadini comuni, molto spesso contro le ingiustizie commesse dalla Pubblica Amministrazione, e ci rechiamo ancora di persona in Tribunale per fare le notifiche. Questo non mi esime, però, dal ringraziare, a nome di tutti noi, in primis l’On. Anna Rita Tateo, che ha reso possibile l’evento e che mi è stata personalmente vicina anche nella battaglia che ho condotto per chiedere che il Tribunale di Nocera Inferiore si adoperasse per il rilascio della formula esecutiva telematica, e tutti i Parlamentari che hanno confermato la loro adesione, manifestandoci apprezzamenti e complimentandosi con noi: il Sen. Roberto Calderoli, l’On. Jacopo Morrone, l’On. Roberto Turri, l’On. Flavio Di Muro, l’On. Luca Rodolfo Paolini, l’On. Manfredi Potenti, l’On. Ingrid Bisa, l’On. Riccardo Augusto Marchetti e l’On. Maura Tomasi. A loro va tutta la nostra gratitudine e la promessa che faremo del nostro meglio per sostenere una posizione comune, seppur da punti di vista leggermente differenti.

Nel 2011 e nel 2016 è stato il volto dell’astensione. Par di capire, invece, che in questa tornata sostenga i Sì.

È vero, le precedenti campagne referendarie mi hanno visto sostenitore della posizione dell’astensione consapevole. Questa volta, invece, il mio è un invito al voto ed a cinque Sì convinti: in Italia è necessaria una riforma globale della Giustizia, che, innanzitutto, parifichi Avvocati e Magistrati, essendo entrambi protagonisti, con pari dignità, della fase applicativa del diritto. Avremo modo di spiegare le nostre motivazioni non solo durante la conferenza stampa di presentazione, ma soprattutto nel corso dei prossimi due mesi: il nostro sito www.comitato6g.it è in costruzione. Sappiamo che i quesiti sono tecnici, ma abbiamo fiducia negli Italiani e sappiamo che una informazione corretta li metterà in condizione assumere la decisione giusta.

Cosa accadrà se dovessero vincere i Sì?

Con il raggiungimento del quorum e la vittoria dei 5 Sì il popolo lancerà un messaggio chiaro, inequivocabile al Governo, ovvero che ritiene indispensabile una riforma della Giustizia che sia meno costosa e più vicina alle esigenze dei cittadini e delle imprese, più rapida, più attenta, più responsabile.

Ma se i quesiti sono 5, perché prima ha affermato che sono 6?

Perché gli Italiani avrebbero voluto la possibilità di esprimersi sulla responsabilità diretta dei Magistrati, ma il quesito è stato bocciato dalla Consulta. I 5 Sì saranno un segnale che non potrà essere ignorato e all’indomani il Parlamento dovrà iniziare l’iter per reintrodurre la responsabilità diretta dei Magistrati.

Per quale quesito rinuncerebbe agli altri?

Non rinuncerei mai a nessuno dei quesiti ed anzi, ribadisco: la vittoria dei Sì dovrà rappresentare lo stimolo per avviare l’iter di riforma di tutto l’apparato. Nel sistema di tripartizione dei poteri è necessario che nell’ambito di quello giurisdizionale venga inserito, oltre al Magistrato, anche l’Avvocato: solo l’ingresso di tale figura nella Costituzione potrà dare alla nostra professione la dignità che merita.

Può dirci almeno quale quesito ritiene più importante?

Sono tutti importanti, ma provo a fornire una sintesi. La separazione delle carriere dei Magistrati è ritenuta trasversalmente indispensabile da tanti anni, ma non è mai stata positivizzata. La riforma del CSM è a dir poco urgente, tanto che probabilmente interverrà prima del voto ed il quesito sarà superato. L’abolizione del Decreto Severino, che ho sempre ritenuto in contrasto con la presunzione di innocenza e che ha dato spazio ad interpretazioni così differenti, sarà uno schiaffo al giustizialismo. La limitazione dell’utilizzo della custodia cautelare è in discussione dai tempi di Mani Pulite e, dopo trent’anni, è arrivato il momento di approvarla. Il quesito più importante era proprio quello sulla responsabilità diretta dei Magistrati, ma non è stato ammesso, quindi ripiego sulla valutazione del lavoro dei Magistrati, che non può non essere affidata anche agli avvocati: non può esserci, in questo senso, una completa sovrapposizione tra controllore e controllato.

Un’ultima battuta: come concilierà questo impegno con le elezioni amministrative che si terranno per il rinnovo del Consiglio Comunale del Suo Comune, Castel San Giorgio?

Non li concilierò: c’è incompatibilità. Ho lasciato i miei incarichi politichi cinque anni fa ed in questa occasione non sono stato interpellato, non ho potuto condividere con altri le scelte e non posso, per ovvie ragioni, interessarmene ora che sono impegnato nella campagna referendaria. Andrò a votare e nel segreto dell’urna esprimerò la mia preferenza in scienza e coscienza, come dovrebbero fare tutti.

Le idee sembrano chiare, come sempre.

Possiamo solo augurarci che l’informazione ci aiuti affinché tutti abbiano, il 12 e 13 giugno, idee chiare come le nostre.

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