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Quesito n. 5 – Riforma del CSM

QUESITO 5 – RIFORMA DEL CSM

«Volete voi che sia abrogata la Legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’articolo 23, né possono candidarsi a loro volta”?».

NORMA DI RIFERIMENTO

Legge 195/1958 art. 25 comma 3^

“Entro venti giorni dal provvedimento di convocazione delle elezioni devono essere presentate all’ufficio centrale elettorale le candidature, mediante apposita dichiarazione con firma autenticata dal Presidente del tribunale nel cui circondario il magistrato esercita le sue funzioni unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’articolo 23, nè possono candidarsi a loro volta. Dalla predetta dichiarazione deve risultare anche, sotto la responsabilità del candidato, che non sussiste alcuna delle cause di ineleggibilità di cui all’articolo 24”

Perché sì?

Perché votare Sì significa eliminare il peso e l’interferenza delle “correnti” nella selezione delle candidature e nella carriera dei Magistrati.

Il CSM – Consiglio Superiore della Magistratura – è l’organo di autogoverno dei Magistrati e dell’intera Magistratura e ne regola la carriera. E’ presieduto dal Presidente della Repubblica, quale membro di diritto al pari del Presidente della Suprema Corte di Cassazione e del Procuratore Generale presso la stessa Corte.

Gli altri 24 componenti sono eletti per due terzi dai Magistrati, mente il restante terzo viene eletto dal Parlamento in seduta comune.

Un Magistrato che intenda candidarsi a far parte del CSM deve raccogliere dalle 25 (venticinque) alle 50 (cinquanta) firme.

Votando Sì al quesito sulla riforma del CSM non sarà più necessario per il Magistrato raccogliere le firme: in sostanza, gli verrà garantita la possibilità di candidarsi in piena autonomia dalle correnti ed essere votato in base alle qualità personali e professionali.

Votare Sì alla RIFORMA DEL CSM permetterà di avere una Magistratura ancor più autonoma ed indipendente.

Votare 5 volte Sì consentirà di aprire ad una riforma della Giustizia che sia più equa e più vicina alle necessità di cittadini, imprese ed amministratori.

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